Escursioni

Tutti gli eventi in calendario: Estate Slow 2018

Anello del Neva

domenica 9 settembre 2018

Punti forti: Zuccarello e Castelvecchio di Rocca Barbena, il fascino di due fra i più bei borghi d’Italia, i ponti medievali sul Neva, i castelli dei marchesi Del Carretto.

Il percorso ha inizio dal ponte di legno di Zuccarello e procede lungo un ampio sterrato che costeggia la sponda destra del Torrente Neva fra boschetti di latifoglie, conifere, sontuose eriche arboree e, infine, uliveti.

Un bel ponte medioevale permette di passare alla riva opposta per raggiungere la frazione Bassi del Comune di Erli.

Ponte_Erli - CopiaDa qui si risale fino alla SS per Garessio e, con un breve tratto su asfalto, si arriva fino all’attacco del bel sentiero che – tagliando i tornanti della strada asfaltata – permette di raggiungere con una breve salita lo splendido borgo di Castelvecchio di R.B. Qui è d’obbligo visitare ogni caruggio e fotografare ogni scorcio fino al Castello, che svetta nel punto più alto dell’antico abitato.

L’escursione si chiude ad anello, camminando fra gli ulivi fino al Castello di Zuccarello, da dove ha inizio una bella mulattiera in acciottolato che scende fino al centro storico del paese, famoso per i suoi portici, le strade in galleria, il ponte sul Neva e le innumerevoli suggestioni.

Tipo di percorso: anello – Difficoltà: E – Dislivello + 450 m. – Sviluppo: 10 km c.ca – Tempo di percorrenza: 4,00 ore + 1 ora per la visita al borgo.

Importante: sono indispensabili scarponi o scarponcini e calze da trekking, giacca antivento/antipioggia, zainetto confortevole, abbigliamento comodo e multistrato per garantirsi condizioni di comfort anche in presenza di cambiamenti improvvisi delle condizioni meteo, borraccia (avremo possibilità di rifornirci alla partenza e a metà percorso), utili i bastoncini da trekking.

Ritrovo: alle ore 8:00 San Bartolomeo al Mare ex piscina Sanbart (Fantapizza).

Info e prenotazioni GAE Marina Pissarello +39 347 1107301

Escursione patrocinata dal Comune di Villa Faraldi – partecipazione gratuita – i minori devono essere accompagnati da un adulto – avvicinamento con mezzi propri e pranzo al sacco a cura dei partecipanti.

La guida ha facoltà di modificare il programma, anche in corso di svolgimento, per motivi di opportunità o forza maggiore.

Le vene del Tanaro e la colla di Carnino

domenica 26 agosto 2018

Punti forti: l’ambiente alpino e le falesie del Mongioie, le Vene del Tanaro ed i suoi carsismi, il ponte tibetano.

L’escursione inizia dalla Chiesa di Viozene, da dove una salita non impegnativa porta rapidamente sopra all’abitato, allo splendido Pian Rosso, dominato dalle imponenti falesie del Monte Mongioie, e poi all’omonimo rifugio.

Mongioje

Da qui il sentiero  si fa quasi pianeggiante e, con moderati saliscendi, conduce alle Vene del Tanaro, con vista costante sulle spettacolari cime alpine da un lato e, sul versante opposto, sul corso tormentato del Rio Negrone e sul Passo delle Fascette.

Il sito delle Vene del Tanaro è caratterizzato dalla presenza di grotte significative sia dal punto di vista geologico – in quanto esempi dei fenomeni di  carsismo tipici della regione – sia dal punto di vista naturalistico perché abitate da diverse specie di pipistrelli ed altre specie troglobie e troglofile.

Vene

L’aspro fossato si supera attraversando un solido ponte tibetano, oppure lungo il sentiero a monte dello stesso, poi si procede in leggera salita, fra boschi di conifere, finché la vista non si apre nuovamente sulla bella corona montuosa che circonda la Colla di Carnino.

Il percorso si chiude ad anello, costeggiando le malghe Le Pianche, Mussi e Giugali, lungo un sentiero ombroso, fino a rientrare a Viozene.

Tipo di percorso: anello – Difficoltà: E – Dislivello + 450 m. – Sviluppo: 10 km c.ca – Tempo di percorrenza: 4,00 ore.

Il Ponte Tanarello e la Grotta Tana Cornarea

domenica 5 agosto 2018

Punti forti: l’ambiente naturale torrentizio, la storica Tana Cornarea e la sua grande stalattite a cuore, il Ponte Tanarello, le vie di transumanza alle malghe estive.

Il cammino inizia dove la confluenza dei Rii Tanarello e Negrone danno origine al fiume Tanaro. Ci troveremo subito immersi in un ambiente naturale così suggestivo e variegato da essere incluso nell’Eco-museo della Biodiversità della Provincia di Imperia.

Risaliremo il corso del Tanarello percorrendo un’ampia strada in terra battuta, fino a raggiungere il Ponte Schiarante – storico passaggio di transumanza verso gli alpeggi estivi del Comune di Cosio d’Arroscia.

Ponte-Tanarello

Qui troveremo un’edicola votiva da dove un sentiero, attraversando un’incantevole faggeta, conduce alla Grotta Tana Cornarea e all’omonima falesia, ben nota agli appassionati di arrampicata libera.

Grotta-Cornarea

Tornando al lungofiume andremo a raggiungere il Ponte Tanarello, dalla tipica struttura medioevale a schiena d’asino, perfettamente integro anche nell’acciottolato che lo ricopre, a sua volta passaggio di transumanza del Comune di Mendatica. Sosta perfetta per il pranzo al sacco la piccola area attrezzata che vi si trova accanto. Infine, con un cammino a ritroso, torneremo al nostro punto di partenza, all’origine del Fiume Tanaro.

Tipo di percorso: AR – Difficoltà: T (turistica) – Dislivello + 350 m. – Sviluppo: 14 km – Tempo di percorrenza: 5,00 ore

Madonna del Lago di Alto e il Monte Dubasso

domenica 8 luglio 2018

Punti forti: il Santuario ed il suo suggestivo laghetto, il passaggio fra le falesie del M. Dubasso, la carbonaia nella faggeta, l’epopea di “Fischia il vento”

La Valle Pennavaire, propaggine delle Alpi Liguri e via naturale di collegamento con il cuneese, è un sito naturale di grande interesse: la sua conformazione assai diversificata è stupefacente perché nello spazio di pochi chilometri si passa dall’ambiente mediterraneo del fondovalle a quello tipicamente alpino della parte alta.

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Posto a più di 1.000 m. di altitudine, il seicentesco Santuario della Madonna del Lago è infatti contornato da creste rocciose e da una vegetazione prettamente alpina. Il percorso dell’escursione si snoda, a salire, in un ambiente boschivo aspro, fra incombenti falesie, con un tratto finale impegnativo. Mentre, in prossimità della vetta del M. Dubasso (1.538 m.), lo scenario cambia, aprendosi in ampi pascoli, ed il panorama spazia dalle cime alpine innevate al mare. Una breve deviazione ci permetterà di far visita al cippo che ricorda l’estremo sacrificio di Felice Cascione, una delle figure più nobili della lotta partigiana, eroe vero che ci ha lasciato in eredità uno straordinario esempio di vita e le parole della canzone “Fischia il vento”.

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Tipo di percorso: anello – Difficoltà: E/EE – Dislivello + 600 m. – Sviluppo: 12 km – Tempo di percorrenza: 4,30 ore